“Un popolo di giornalisti, politicanti, trasmigratori”…

Giornalisti in fermento, dirette televisive interminabili e salotti colmi di politici apologeti.
Così sono state vissute in Italia le elezioni presidenziali statunitensi che si sono svolte il 6 novembre.
Dal direttore del tg di La7, Enrico Mentana, a Lucia Annunziata, passando per i vari deputati del Pd in adorazione, tutti si sono dimostrati incontinenti sostenitori di Barack Obama, la speranza nordamericana del 2008 scaricato da ben 10 milioni di elettori.
Il fu direttore del Tg5 non è riuscito a rimanere imparziale di fronte i dati che giungevano dagli Usa, commentando con uno “stiamo andando bene” il primo vantaggio dell’inquilino della Casa Bianca.
Allo stesso modo la sua collega dell’Huffington Post made in Italy in diretta da New York, forse a causa di un’imprevedibile amnesia che l’ha privata della capacità di trovare altri sinonimi, ha chiamato il presidente statunitense “il nostro candidato”.
Sfacciato invece il sostegno del sindaco di Firenze, Matteo Renzi che in collegamento con Porta a Porta, ha sfoggiato alle sue spalle una scenografia fatta di suoi manifesti misti a quelli di Barack Obama, a voler probabilmente sottolineare una qualche similitudine che si fa davvero fatica a trovare.
Anche l’azienda di Stato, la Rai, ha dato il meglio per fornire la massima copertura del voto nordamericano con ben due dirette parallele: una su Rai1, l’altra su Rai News24 e una serie di inviati sul posto.
Lo specchio di un Paese, il nostro, ancora illuso e assuefatto al suo ruolo di colonia.

Fonte: Rinascita

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