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Scie chimiche: un fenomeno inquietante

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Scie chimiche: un fenomeno inquietante
Ciò che state per leggere non è una fantasia, né una nostra supposizione fondata sull’osservazione e su elementi di logica deduttiva: si tratta solo del resoconto oggettivo di un’analisi operata su alcuni frames NASA relativi alla Missione Marziana (AD 1997) conosciuta come Pathfinder.Si tratta di fatti. Ai fini di questa analisi non importa conoscere i dettagli tecnici della Missione, tuttavia, qualora foste interessati, il link è il seguente: http://marsprogram.jpl.nasa.gov/MPF/sitemap/surfaceimages.html Frame 1: il frame in oggetto è stato estratto dalla Galleria dei Frames Pathfinder – The Sol Archive http://marsprogram.jpl.nasa.gov/MPF/ops/other.html Mars Pathfinder Welcome to Mars – relativa ai Soles (ovvero i giorni di permanenza della Sonda sul suolo del Pianeta Rosso) 45 e 46. Attenzione: sebbene la pagina NASA sia riferita ai Soles 45 e 46, l’unica immagine pubblicata (e cioè il frame che ora andiamo a vedere e commentare), si riferisce al Sol 39. {mosimage} Sappiamo che ore sono, ma non sappiamo quanto tempo ancora manchi all'alba; la NASA ci dice che il frame è in colori veri e che mostra delle nuvole alte circa 30° sull'orizzonte. La caption originale recita così: This true color image shows the eastern sky, 30° above the horizon at 05:13 Mars Local Time on Sol 39. The bright streaks are probably ice clouds which have formed during the night. In the true colour image, the clouds appear to be blue compared to the background. This is a real effect. Unlike the red dust, the clouds are almost invisible at infrared wavelengths. The clouds are also moving. In order to create this image, the individual, single color, data frames have had to be shifted with respect to each other. The motion indicates that the clouds are moving from the North-East to the South-West. Frame 2: anche questo frame, come ovvio, è stato estratto dalla Galleria dei Frames Pathfinder già menzionata a proposito del frame 1, ma questa volta relativa al Sol 54 (28 Agosto 1997). Attenzione: sebbene la pagina NASA sia riferita – appunto – al Sol 54, alcune delle immagini riportate (fra cui anche il frame che ora andiamo a vedere e commentare), NON si riferiscono al Sol 54, bensì (ancora una volta) al Sol 39. {mosimage} Siamo a circa 40 minuti dall'alba marziana. Il frame (dice la NASA) si riferisce al cielo ad un'altezza di circa 10° rispetto all’orizzonte. La caption originale recita così:These are more wispy blue clouds from Sol 39 as seen by the Imager for Mars Pathfinder. The bright clouds near the bottom are about 10° above the horizon. The clouds are believed to be at an altitude of 10 to 15 Km and are thought to be made of small water ice particles. The picture was taken about 40 minutes before Sunrise. Ora, qual è il “problema”? Il “problema” è che il frame 2 non è altro che il frame 1, mirrored (ossìa pubblicato nella sua versione speculare) e con i colori modificati: dal filtro verde ed azzurro – nota: per controllare la correttezza della nostra osservazione potete andate a vedere http://marsprogram.jpl.nasa.gov/MPF/ops/sol45-46.html si è passati al filtro rosso/arancio/rosa (ed anche qui, per controllare la correttezza della nostra osservazione, potete andare a vedere http://marsprogram.jpl.nasa.gov/MPF/ops/sol54.html . Non siamo stati ancora abbastanza chiari? Eccovi la sovrapposizione dei due frames: {mosimage} Che dire ora? Abbiamo capito male? Abbiamo visto male? In tutta onestà ci è difficile esprimere un commento finale su questo piccolo-grande caos creato dai nostri Amici di Pasadena su una coppia di immagini (apparentemente) prive di particolare interesse. Noi, come tanti altri Privati Ricercatori di tutto il Mondo, siamo ormai istintivamente diffidenti verso la NASA e le sue pubblicazioni e quindi, come si conviene in casi del genere, non ci esprimiamo e, dopo avervi dato tutti gli elementi ed i riferimenti in nostro possesso, preferiamo lasciare a voi Lettori il compito – ingrato! – di guardare, valutare e poi esprimere un’opinione.

In questi ultimi anni, si è intensificata un’attività che la stragrande maggioranza della popolazione mondiale continua purtroppo ad ignorare.

Mi riferisco ai voli di aerei che attraversano i cieli sopra molte regioni del pianeta. L’operazione cominciò negli Stati Uniti nella metà degli anni ’90, per poi estendersi al Canada, ai paesi aderenti alla NATO ed alla Russia. Questi velivoli lasciano, lungo le rotte seguite, delle strane scie che, generalmente, a differenza di quelle di condensazione, non si dissolvono entro breve tempo, ma persistono nell’atmosfera, sino a trasformarsi in nuvole simili agli strati. È un fenomeno evidentissimo, abituale di cui tutti possono rendersi conto, semplicemente alzando lo sguardo al cielo. Su quelle che i ricercatori indipendenti hanno definito “scie chimiche”, esistono parecchi studi di cui riporto i risultati salienti.

Vari studiosi, tra cui Clifford E. Carnicom, il meteorologo Scott Stevens, l’italiano Antonello Lupino, il direttore della rivista Nexus Tom Bosco, hanno investigato gli effetti di queste famigerate scie. Queste le loro conclusioni.

Le sostanze chimiche rilasciate servono a modificare il clima della Terra per contrastare la formazione degli ammassi nuvolosi e quindi la caduta delle precipitazioni. La conseguenza più evidente è la siccità.

Gli elementi irrorati determinano una ionizzazione dell’atmosfera in modo da favorire la trasmissione di segnali radio ad uso militare e civile (telefonia mobile).

Le sostanze generano campi elettro-magnetici che possono danneggiare le membrane cellulari e dunque concorrere all’insorgenza di neoplasie.

Con i voli sono diffusi nell’aria virus e batteri atti a causare epidemie soprattutto di tipo influenzale.

I cristalli di quarzo alterano i campi magnetici naturali nonché la risonanza Schumann, influendo sugli equilibri biomagnetici, sul sonno REM, al fine di causare alterazioni dell’umore in modo da indurre comportamenti violenti nelle persone o per condizionarne la condotta.

Le scie, che si trasformano in una coltre opaca, determinando una diminuzione dell’ irraggiamento solare, servono a danneggiare la fotosintesi clorofilliana. Secondo lo studioso A. Lupino, alcune multinazionali agro-alimentari mirano a cagionare effetti negativi alle colture tradizionali per poi introdurre e vendere sementi o.g.m. resistenti, per qualche anno, a condizioni climatiche sfavorevoli.

Le analisi chimiche condotte hanno accertato la presenza delle seguenti sostanze: bario (proprietà igroscopiche, ossia assorbe l’umidità dell’atmosfera); quarzo (proprietà piezoelettriche. Nel 1881 i coniugi Curie scoprirono che il quarzo, quando era assoggettato a pressioni orientate, sviluppava cariche elettriche positive e negative agli estremi degli assi polari. Un anno dopo Lipmann constatò che questi cristalli assumevano una deformazione meccanica, se sottoposti ad un campo elettrico di corrente alternata. Tale fenomeno, detto piezoelettricità, fu poi applicato alla trasmissione e ricezione di onde sonore subacquee. In seguito il minerale fu impiegato per stabilizzare la frequenza delle ricetrasmissioni. Questo ci fa comprendere che il quarzo ha una correlazione con i campi magnetici ed è usato per lo meno per ottimizzare la ricetrasmissione dei segnali radio. Il quarzo, inoltre, per la sua struttura reticolare, risulta trasparente ai raggi ultravioletti. Vengono perciò distribuiti cristalli di quarzo nell’atmosfera per far passare i raggi che danneggiano le membrane cellulari. Tale effetto si associa a quello provocato dall’assottigliamento della coltre di ozono); alluminio (proprietà riflettenti: le particelle di alluminio, riverberando la luce solare, sono funzionali all’operazione denominata “overcleaf”, vale a dire “copertura”, che consiste in una diminuzione dell’irraggiamento solare col fine di compromettere la fotosintesi clorofilliana, con gravi danni per gli ecosistemi e l’agricoltura).

Il fenomeno deve indurci a porre delle precise domande.

Chi autorizza questi voli? Quanto costano ai contribuenti? Da quali aeroporti decollano gli aerei? È possibile che questo frenetico, costante sorvolo di ampie aree avvenga all’insaputa dei vertici politici e militari? Perché le due o tre interrogazioni parlamentari sulla questione (onorevole Ruzzante) sono rimaste lettera morta?

Appurato in modo inequivocabile che l’attività connessa alle scie chimiche (chemical trails o chemtrails in inglese) non c’entra alcunché né con i normali voli civili né con le esibizioni delle “frecce tricolori”, come dimostrato in modo inoppugnabile, tramite studi accurati, fotografie, filmati, analisi di laboratorio, da meteorologi, chimici, biologi, investigatori indipendenti…, è giunto il momento di agire, di protestare, di levare la propria voce contro questo genocidio occulto.

Sitografia:

http://www.orgoneitalia.com

http://www.leonardodavincics1.it/

http://www.acam.it

http://www.chemtrailcentral.com

http://www.carnicom.com

http://www.rense.com

http://www.apfn.org

http://www.sciechimiche.org

http://www.sciechimiche.com

http://www.usac.it

http://www.pieroruzzante.it (forum)

http://www.carabinieri.it (forum)

Filmati:

http://www.youtube.com/watch?v=kmB0MnLAuDE

http://www.youtube.com/watch?v=vhK6CvGwHE8

http://www.youtube.com/watch?v=d2BH5QKFxXs

http://www.youtube.com/watch?v=iUmYXdy4mkw

http://www.youtube.com/watch?v=1I4wWTifb9o

Fonti:
V. Gambino, D. Benvenuti, Scie chimiche DVD con libretto, Diegaro di Cesena, 2004 Scie chimiche Cosa accade nei nostri cieli, a cura dell’Associazione culturale SARAS
(Tratto da http://zret.blogspot.com)

Articolo di Zret