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Psichiatria e responsabilità

“Vostro figlio ha bisogno di medicine per controllare i suoi impulsi e comportarsi bene in classe”

Queste parole, o una qualche variante, danno inizio a un percorso distruttivo e pieno di conseguenze negative. Uno di questi effetti viene spesso trascurato: il grave danno recato da questa diagnosi al senso di responsabilità di vostro figlio. Gli adulti più influenti – genitori e insegnanti – hanno appena concordato che il bambino non è in grado di controllare il suo comportamento e dunque, a maggior ragione, non ne è responsabile. La diagnosi fornisce anche un piacevole senso di sollievo per genitori e insegnanti, stabilendo che se il bambino si comporta in quel modo, non è colpa loro – un tacito accordo in base al quale tutti sono assolti. Dopotutto siamo in presenza di uno squilibrio chimico nel suo cervello – è colpa della malattia.

Secondo il Dr. Peter Breggin – psichiatra e instancabile alfiere della riforma della salute mentale:

“Quando si dice che un bambino ha ADHD e necessita psicofarmaci, lo si convince di non essere in grado di controllare il proprio comportamento. La diagnosi di ADHD disincentiva la responsabilità personale e questo, quasi inevitabilmente, interrompe lo sviluppo emotivo, rendendo il bambino meno capace di diventare un adulto maturo.”

Cosa succede a questi bambini indottrinati all’idea che il loro scarso autocontrollo non dipende da loro ma da un nebuloso “squilibrio chimico” nel loro cervello? Avranno lo stesso problema da adulti:

“Non riesco a concentrarmi a causa dell’ADHD adulta”

“I farmaci ansiolitici mi aiutano a superare lo stress da lavoro”

“Tengo la mia scrivania molto in ordine – devo soffrire di DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo)”

Le case farmaceutiche investono miliardi per reclutare VIP – come l’icona pop Adam Levine dei Maroon 5 che, in un’intervista rilasciata nel 2014, incolpava la malattia per la sua incapacità di concentrazione:

“Quando non riesco a dare attenzione a qualcosa, proprio non ci riesco”.

Oltre all’effetto deresponsabilizzante delle false diagnosi, l’effetto “non è colpa tua” è aumentato dagli stessi medicinali, peggiorando il problema. Gli psicofarmaci, infatti, hanno effetti collaterali debilitanti, e riducono ulteriormente il senso di responsabilità e la capacità di autocontrollo: aggressività, ansia, comportamento anomalo, fatica e depressione – solo alcuni degli effetti collaterali più comunemente riportati per questo tipo di farmaci – contribuiscono ad abbassare il senso di responsabilità per le proprie azioni ancor più di quanto non faccia la sola diagnosi.

Nelle mani della psichiatria, il bambino morale, l’adulto morale, e la società morale, nella migliore delle ipotesi diventano amorali, e nella peggiore, immorali.


Colin Taufer, educatore di professione, scrittore e paladino a tempo pieno per i diritti umani.


Fonte in lingua originale: psychsearch.net
Fonte della traduzione italiana: ccdu.org


[Per maggiori informazioni sugli effetti collaterali dei più diffusi psicofarmaci, vedere www.ccdu.org/psicofarmaci; ulteriori spunti sul legame tra diagnosi psichiatriche e calo di responsabilità su: www.ccdu.org/comunicati/psichiatria-pseudoscienza]


 

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