L’ibogaina è efficace per le lesioni cerebrali traumatiche

 

I ricercatori della Stanford Medicine hanno scoperto che il farmaco psicoattivo di origine vegetale ibogaina, se combinato con il magnesio, riduce in modo sicuro ed efficace il disordine da sindrome post-traumatica, l’ansia e la depressione, e migliora la funzionalità psicocorporea nei veterani con lesioni cerebrali traumatiche (TBI). Il loro nuovo studio, pubblicato su Nature Medicine, include dati dettagliati su 30 veterani delle forze speciali statunitensi.

Lo studio su 30 veterani delle forze speciali USA

“Nessun altro farmaco è mai stato in grado di alleviare i sintomi funzionali e neuropsichiatrici di un trauma cranico”, ha affermato Nolan Williams, professore associato di Psichiatria e scienze comportamentali.
“I risultati sono spettacolari e intendiamo studiare ulteriormente questo composto”.
Centinaia di migliaia di soldati in servizio in Afghanistan e Iraq hanno subito lesioni cerebrali traumatiche negli ultimi decenni, e si sospetta che tali lesioni svolgano un ruolo negli alti tassi di depressione e suicidio osservati tra i veterani militari. Poiché le opzioni di trattamento tradizionali non sono del tutto efficaci per alcuni veterani, i ricercatori hanno cercato alternative terapeutiche.

Una sostanza di origina vegetale

L’ibogaina è un composto naturale presente nelle radici dell’arbusto africano iboga, ed è stato utilizzato per secoli in cerimonie spirituali e di guarigione in Congo, Camerun e Gabon.

L’iboga da cui viene estratta l’ibogaina

Più di recente invece ha suscitato l’interesse delle comunità mediche e scientifiche per il suo potenziale nel trattamento della dipendenza da oppioidi e cocaina, e la ricerca ha suggerito che aumenta la segnalazione di diverse molecole importanti all’interno del cervello, alcune delle quali sono state collegate alla tossicodipendenza e alla depressione.

A causa delle sue proprietà allucinogene e per via di rischi associati all’assunzione da parte di pazienti con determinati problemi di salute, l’ibogaina è stata inserita nella lista delle sostanze controllate ed è illegale in diverse nazioni, fra cui l’Italia, in 12 nazioni non solo è legale ma ampiamente utilizzata per trattare la dipendenza da eroina, alcol, cocaina in polvere, crack e metanfetamina o come farmaco sperimentale.

Recentemente la Catalyst4 Inc, creata da Sergey Brin, uno dei fondatori di Google nonché uno degli uomini più ricchi del mondo ha deciso di investire 15 milioni di dollari nella startup Soneira, un’azienda di biotecnologia che sta avviando studi clinici per capire se l’ibogaina può essere usata in sicurezza per trattare alcuni tipi di lesioni cerebrali traumatiche. La Soneira intende anche sviluppare una versione sintetica di ibogaina, in modo da non dipendere dall’estrazione dalla pianta di iboga, in larga parte raccolta massicciamente e illegalmente da gruppi criminali.

(Fonte: Stanford Medicine News Center, https://tinyurl.com/2bgknu7p)

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