L’arte di essere e il linguaggio del cuore

 

Il cuore comincia a battere molto prima che il cervello si sia completamente formato, il primo battito avviene il 25° giorno dal concepimento. Raramente è poi aggredibile da tumori maligni.

Nelle malattie e nei decessi cardiaci solo una parte delle persone soffrivano dei classici fattori di rischio e per questo viene da chiedersi se ci siano altri fattori che favoriscono la nostra salute e vitalità. Gli antichi parlavano di eudaimonia (quella che oggi chiamiamo felicità), virtu, sapienza, tranquillitas, otium.

Il cuore nelle culture sapienziali antiche era considerato il centro dell'Essere, il ponte fra l'uomo e Dio, e – molto spesso – il luogo ove "dimorava" Dio stesso. Questi riferimenti nel corso dei secoli si sono persi e hanno lasciato spazio all'idea che il cuore fosse una semplice pompa, un muscolo.

La scienza contemporanea ha invece evidenziato che il cuore è una ghiandola endocrina che produce importanti ormoni come ossitocina e dopamina responsabili della gestione dello stress.

Sin dai primi trapianti di cuore si era notato che la persona trapiantata tendeva ad assumere nuovi atteggiamenti e comportamenti rispetto a prima del trapianto stesso. Il trapiantato/a aveva modificato i propri gusti e le proprie abitudini, i propri interessi, emozioni e ricordi a partire da quelli del donatore.

Il cuore ha un proprio cervello ed un campo elettromagnetico superiore ad ogni altro organo del corpo, 5.000 volte superiore a quello del cervello.

Grazie a queste caratteristiche se il cuore viene portato in coerenza cardiaca diventa il "direttore d'orchestra" dell'intero organismo e ne determina il pieno benessere psicofisico. Le strategie del reincanto, le tecniche di trasformazione dell'ansia e dello stress ci permettono di lasciare andare il passato e dare sempre più spazio al perdono, alla gratitudine e alla gentilezza. Nello stesso tempo si contribuisce a creare una "nuova banca dati emozionale" (nell'amigdala) che ci fa essere – sempre più – protagonisti della nostra vita e maggiormente proattivi piuttosto che reattivi.

* * *

Graziano Pini Sociologo della salute, sarà presente domenica 20 dicembre a Lo specchio delle  relazioni

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