L’anno in cui il sole scomparve

Il 536 fu l’anno in cui il sole scomparve e l’umanità affrontò una crisi globale

Ci fu un anno in cui il sole scomparve e iniziò una crisi mondiale. L’anno del Signore 536 non è una data molto significativa per il grande pubblico, eppure, per gli storici e i climatologi, rappresenta un anno di indicibile miseria e sconvolgimento che molti considerano il peggiore nella storia dell’umanità. La causa? Una massiccia e misteriosa eruzione vulcanica, oggi quasi universalmente attribuita al vulcano Eldgjá in Islanda, che scatenò una serie di catastrofi su scala globale.


18 mesi di tenebre

Improvvisamente il sole si spense, fu oscurato da una fitta nebbia, un “velo di polvere” che avvolse il cielo per ben diciotto mesi. Questo oscuramento non fu graduale o localizzato, ma avvolse quasi interamente il pianeta, dall’Europa all’Asia.

Procopio di Cesarea, uno storico bizantino che visse quegli anni, descrisse con angoscia la situazione nel suo “Storia delle Guerre”:

“E in questo anno si verificò un segno prodigioso, poiché il sole emise la sua luce senza splendore, come la luna, per tutto l’anno; e apparve molto simile al sole eppure non era tale, poiché i raggi che emanava non erano chiari né di solito, né erano così vividi come prima.”

Anche in Cina, le cronache dell’epoca riportano un insolito oscuramento del sole.


Le tenebre portarono il freddo

L’oscuramento del sole ebbe conseguenze immediate e devastanti. Le temperature globali precipitarono, inaugurando un periodo che gli scienziati definiscono la “Piccola era glaciale della Tarda antichità”, che sarebbe durata fino al 660 d.C. L’estate non arrivò. Le cronache cinesi riportano della caduta di neve in piena estate.

Il gelo e la mancanza di luce solare distrussero i raccolti, determinando siccità e carestie diffuse in tutto il mondo conosciuto. Il cibo divenne una merce rara e preziosa, e la fame si diffuse a macchia d’olio.

Giovanni di Efeso, un altro cronista contemporaneo, descrisse gli effetti diretti sui raccolti:

“Il sole si oscurò… e questo continuò per diciotto mesi interi, in modo che per la maggior parte del tempo la luna non brillava, e il sole era privo di calore, e le messi non germogliavano, e il freddo era intenso.”

In Cina  la dinastia Wei Settentrionale collassò, in parte proprio a causa delle diffuse carestie e conseguenti disordini sociali.

In America Centrale, la grande città-stato di Teotihuacan, una delle più potenti dell’epoca, subì un misterioso declino e i  suoi templi furono bruciati.


La situazione peggiora: freddo, fame, guerre e peste bubbonica

Nel 540, mentre era ancora in corso l’inverno vulcanico generato dall’evento del 536, si verificò la più grande eruzione degli ultimi 7000 anni in America centrale, ad opera del vulcano  Ilopango in El Salvador, anch’esso con conseguenze globali che andarono ad inasprire sia l’oscuramento del sole che l’abbassamento delle temperature, oltre che la fame e la carestia.

La debolezza delle popolazioni, stremate dalla fame e dal freddo, le rese incredibilmente vulnerabili all’arrivo di un altro terribile flagello. Nel 541, scoppiò infatti la Peste di Giustiniano, un’epidemia che si diffuse dall’Egitto all’Impero Bizantino e oltre, decimando la popolazione. Si stima che abbia ucciso tra un terzo e la metà degli abitanti dell’Impero Romano d’Oriente. Le condizioni di precarietà e malnutrizione create dal disastro climatico amplificarono la virulenza e la mortalità della malattia.

In Europa erano in corso le guerre gotiche e violenti conflitti sul fronte orientale. In Italia – in particolare – Belisario e le sue truppe avevano devastato e saccheggiato le città proprio a partire dal 536, andando a rendere il quadro ancora più drammatico.


E ancora di più nel 547

Ad aggravare un quadro già estremo, ecco che un altro vulcano erutta in modo devastante nel 547, in un punto non ancora individuato nell’emisfero settentrionale, andando a combinare i suoi effetti con i residui degli altri due eventi.

Il tutto determinò un lungo periodo di stagnazione economica e difficoltà, un “mini-era glaciale” che durò per quasi un secolo, plasmando la storia di diverse civiltà.


Il 536, l’anno in cui il sole scomparve, rimane un monito potente sulla vulnerabilità delle società umane di fronte alla natura. Un anno in cui le tenebre avvolsero il mondo, la terra si raffreddò, e la fame e la malattia ridefinirono la vita di milioni di persone, lasciando un’impronta indelebile nella storia del nostro pianeta.

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