India e Pakistan: tensione altissima

L’India schiera portaerei, sottomarini nucleari e missili nel Mar Arabico dopo il recente attentato di Pahalgam. I venti di guerra soffiano sempre più intensi fra India e Pakistan.

Mar Arabico
foto: 92bari

Dopo gli attentati di aprile a Jammu e nel Kashmir, che hanno provocato la morte di numerosi civili e alcuni militari, la tensione tra Nuova Delhi e Islamabad sta salendo a livelli preoccupanti.

L’India accusa il Pakistan di essere indirettamente responsabile degli attacchi per via dei legami tra l’intelligence pakistana ed il network di gruppi più o meno jihadisti che conducono da decenni l’insurrezione armata nelle zone del Kashmir sotto controllo indiano e che hanno le proprie basi nella parte di Kashmir amministrata dal Pakistan.

La prima risposta indiana è stata l’espulsione dei cittadini pakistani e il blocco degli scambi commerciali, a cui è seguito l’annullamento del trattato che spartisce le acque del fiume Indo e dei suoi cinque grandi affluenti tra India e Pakistan, firmato 65 anni fa. Il Trattato delle acque dell’Indo era sopravvissuto a tre guerre, numerosi scontri militarizzati e innumerevoli atti di terrorismo transfrontaliero.

Il primo ministro indiano Narendra Modi ha dichiarato: “Lo dico al mondo intero: l’India identificherà, perseguirà e punirà i terroristi e coloro che li sostengono, fino ai confini del mondo”.

Il vicepremier e ministro degli Esteri del Pakistan, Ishaq Dar, da parte sua, ha invitato l’India a fornire prove concrete sul presunto coinvolgimento di Islamabad negli attacchi terroristici. “L’India ha ripetutamente giocato la carta delle accuse infondate. Se ha davvero prove del coinvolgimento del Pakistan, le condivida con noi e con il mondo intero”, ha dichiarato Dar durante una conferenza stampa tenuta dopo una riunione ad alto livello del Comitato per la sicurezza nazionale.

Il Ministro dell’Informazione pakistano, Attaullah Tarar, ha dichiarato di avere informazioni affidabili di intelligence circa un imminente attacco militare indiano contro il Pakistan. “Qualsiasi atto di aggressione incontrerà una risposta decisa”, ha dichiarato Tarar, ritenendo l’India pienamente responsabile per le possibili, gravi conseguenze di una azione militare.

Entrambe le nazioni stanno da tempo aumentando i rispettivi schieramenti lungo la linea di cessate il fuoco del 1971 che divide il Kashmir fra i due contendenti (un terzo pezzo è in mano alla Cina dal 1962).

In virtù dello sgretolamento complessivo del sistema internazionale, a seguito della Guerra in Ucraina, con cui di fatto è stato “sdoganato” l’uso della forza come strumento per la risoluzione delle controversie internazionali sui confini, la possibilità di uno scontro armato fra le due potenze nucleari diventa sempre più probabile.

In questo clima di alta tensione giunge la notizia che l’India ha schierato una forza navale colossale nel Mar Arabico, con portaerei, sottomarini nucleari e cacciatorpediniere. Le manovre – ufficialmente esercitazioni e test missilistici – hanno avuto inizio il 25 aprile e costituiscono un messaggio abbastanza esplicito.

 

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