Una ricerca che cambia totalmente la visione del Presepe, dei Magi, della stella cometa e della figura di Gesù… ma che conferma il Natale!
Archiviate le festività natalizie, con la commemorazione dell’arrivo dei Magi, incontriamo Teodoro Brescia, dottore di ricerca, docente e scrittore, che da molti anni indaga, nell’ambito dell’antropologia dei simboli e dell’arte, la tradizione e la sapienza ermetica, che un tempo fu dei Magi.

● Alcuni studiosi ritengono che il racconto dei Magi e della stella sia un fatto storico, altri che sia soltanto una leggenda. Lei cosa ne pensa?
Tutti gli studiosi sono d’accordo nel ritenere che i Magi fossero sapienti studiosi di matematica e astrologia. Ma sapevate che bue, asinello, mangiatoia, vergine… sono tutti antichi nomi di elementi astronomici usati ancora oggi? E che i Magi erano figure presenti nelle maggiori civiltà della storia? Erano chiamati Magi dai persiani, Wu dai cinesi, Scribi dagli ebrei, Caldei dai babilonesi, Filosofi dai greci, ecc. La loro sapienza è la vera filosofia delle origini e arriva da Oriente. Pitagora, ad esempio, era matematico e astrologo e infatti è ricordato come mago. Si narra che fu lui ad apprendere in Egitto quella sapienza e introdurre in Grecia il termine filosofia. Nel Rinascimento quella sapienza viene chiamata ermetismo, proprio perché si riteneva che provenisse dal Corpus Hermeticum: il trattato di sapienza egiziana attribuito al mitico Ermete Trismegisto, Thot per gli egiziani. Non a caso, altro esempio, anche il famoso filosofo rinascimentale Giordano Bruno verrà ricordato come l’eroe mago.
● Quindi c’erano Magi anche presso gli ebrei? Ma allora i Magi che andarono ad adorare Gesù non venivano dal lontano Oriente?
Proprio così, per la precisione erano giudei, l’aristocrazia del tempio di Gerusalemme. Ed erano di stirpe reale, da qui probabilmente l’appellativo di “re” Magi. È scritto esplicitamente nella Bibbia. Inoltre, nel Vangelo si narra che i Magi che andarono ad adorare Gesù giunsero a Gerusalemme “dagli orienti” – scritto al plurale e in minuscolo – cioè dalle terre a oriente di Gerusalemme. Lì c’è l’altopiano di Qumran, dove viveva la comunità degli Esseni e dove sono stati trovati i famosi rotoli del Mar Morto che, in effetti, contengono numerosi oroscopi, fasi lunari, calendari zodiacali, ecc., cioè conoscenze di tipo astronomico e astrologico.
● E perché si è creduto che i Magi fossero pagani venuti dal lontano Oriente?
Perché i Vangeli usano – forse volutamente – il termine persiano Magi. Forse volutamente perché – come scrive anche il vaticanista Messori nell’opera Emporio cattolico del 2006 – una volta separatosi dell’ebraismo, il cristianesimo e poi in modo più forte la Chiesa, demonizza e bandisce la tradizione dei Magi, la considera pagana e vuole che i suoi fedeli facciano lo stesso… ed è l’unica antica religione a farlo.
● Ma per quale motivo la Chiesa demonizza e bandisce la tradizione dei Magi?
I Magi erano i massimi sapienti e ritengo che fossero loro a giudicare segni e carismi di re, santi, profeti e Messia, come ancor oggi fa la Chiesa stessa con i processi di canonizzazione. Perciò, se i giudei non considerarono Gesù il Messia atteso, fu anzitutto la casta dei Magi a giudicarlo. «Alcuni Magi», com’è scritto nei Vangeli, lo adorarono ossia lo riconobbero come Messia, invece la maggioranza si rifiutò di adorarlo, lo condannò e con essa i sommi sacerdoti. Per questo nei Vangeli Gesù pronuncia spesso la famosa frase «scribi e farisei ipocriti»: questi termini sono rispettivamente sinonimi di Magi e sommi sacerdoti.
In definitiva, da un lato la maggioranza dei Magi e dei sommi sacerdoti non ha riconosciuto Gesù come Messia e lo ha mandato a morte, dall’altra la frangia seguace di Gesù – come sappiamo tutti – si è separata dall’ebraismo, ha fondato il cristianesimo e ha demonizzato la tradizione dei Magi, quindi la magia e in primis l’astrologia… salvo santificare quei Magi che hanno adorato e aiutato Gesù.
● E come mai bue, asinello, mangiatoia, vergine… sono anche nomi di elementi astronomici?
Dovete pensare che i testi sacri di tutte le antiche religioni, se discendono dalla tradizione dei Magi e dalla loro sapienza, usano il linguaggio del mito. Il mito ha vari livelli di lettura: al popolo veniva passata la chiave di lettura morale e religiosa, i sommi sacerdoti avevano le chiavi di lettura più alte, come quella astrologica. Non è un caso che, nei testi sacri della cultura greca, i miti sugli dei siano pieni di nomi di pianeti e costellazioni: Giove, Marte, Venere… Teseo, Castore, Polluce, ecc. I Vangeli non fanno differenza: sono i testi sacri del Cristianesimo e anch’essi usano il linguaggio del mito e nascondono riferimenti astronomici.
● Allora cos’era la “stella cometa” che i Magi – o dovremmo dire gli scribi – videro alla nascita di Gesù?
“Stella cometa” sembra essere un termine composto. Il segno atteso e visto all’epoca dai Magi, secondo le mie ricerche, ha la forma di una stella ed è disegnato all’interno del cerchio dello zodiaco dai corpi celesti su cui si basava l’astrologia antica: sono quelli che hanno dato i nomi ai sette giorni della settimana. La forma di stella a cui mi riferisco è scritta nel Vangelo, esattamente nei versetti in cui si parla dei Magi: è definita “stella del re dei giudei”, cioè è la famosa stella di Davide detta più comunemente stella ebraica. All’avvento di Gesù, a quanto pare, quella forma di stella fu “miracolosamente” completata, in modo nuovo, da un astro mobile detto poi cometa. Da qui appunto il nome composto di “stella cometa”. I termini astronomici bue, asinello, mangiatoia, ecc., altro non sono che i rifermenti delle costellazioni dello zodiaco in cui quei corpi celesti, cometa compresa, composero il segno visto dai Magi. Anticamente, la costellazione del Toro era detta Bue toro, figura che si distingue da quella del bue domestico.
● Come ha scoperto tutto ciò? E ha trovato molte prove che confermano questa sua teoria?
In realtà, indagando è venuto fuori molto di più. E numerose informazioni, scritte nel linguaggio del mito, sono riportate direttamente nella Bibbia e nei Vangeli. Il punto è recuperare una chiave di lettura più corretta. Di conferme, su carta e su pietra, ne continuo a raccogliere e pubblicare ormai da molti anni.
● Diversi suoi lavori hanno ottenuto l’attenzione anche di media nazionali. Uno di questi riguarda proprio un particolare Presepe e le è valso la cittadinanza onoraria del paese che lo custodisce. Di che lavoro si tratta?
Parliamo della scena completa del Presepe ritenuta la più antica del mondo. È un pezzo unico ed è scolpito su un sarcofago del 330-350 d.C., ritrovato e custodito in Italia, nel frusinate, in un antico e suggestivo borgo: Boville Ernica. Negli anni, come dicevo, ho trovato e decifrato molti simboli che confermano che il segno astronomico atteso e visto dai Magi per l’avvento del Messia fosse la stella di Davide. La scena del Presepe scolpita sul sarcofago di Boville ha circa 30 anomalie, intenzionali. Le ho individuate e poi ho provato a decifrarne il senso. Ebbene, l’intera scena sembra essere l’allegoria di una mappa astronomica che conferma data, ora e segno visto dai Magi secondo le precedenti ricerche che avevo condotto.
Ho fatto verificare l’ipotesi del segno individuato da due diversi esperti e accademici e poi anche la mappa: ai giorni nostri, i software astronomici possono dirci la data e l’ora in cui i pianeti si trovavano in quella determinata posizione.
● A quanto pare, ora sappiamo cosa videro i Magi e quando. Allora possiamo ricavare anche l’anno e all’incirca il giorno in cui nacque Gesù? La maggior parte degli storici oggi sostiene – lo si legge anche nei libri di scuola – che non sia nato nell’anno 0 ma dai 4 ai 7 anni prima e in primavera. Le sue ricerche lo confermano?
Direi proprio di no. Le mie ricerche confermano esattamente le date dell’antica tradizione cristiana. I software astronomici ci dicono che i Magi, in realtà, videro il segno al concepimento, quello sì in primavera, ossia a marzo, da cui la festa dell’Annunciazione. E Gesù sarebbe nato all’incirca nove mesi dopo, quindi proprio nei giorni del Natale. Il segno, inoltre, cade nell’anno -1 astronomico (2 a.C. civile), pertanto Gesù sarebbe nato alla fine di quell’anno e quindi all’entrata dell’anno 0 astronomico (1 a.C. civile).
● Sul sarcofago di Boville mi pare sia scolpita anche un’altra scena, accanto a quella del Presepe. Di che scena si tratta?

È una delle scene che dimostra la presenza dei Magi già nella Bibbia, quindi nella tradizione ebraica e poi cristiana. Se nella scena del Presepe ci sono dei Magi che adorano Gesù, nell’altra ci sono dei Magi che si rifiutano di adorare un re babilonese. Anche in questa scena ho individuato all’incirca 30 anomalie che, decifrate, dovrebbero fornirci un’ulteriore mappa astronomica in grado di spiegarci perché i Magi si rifiutarono di adorare quel re. Al momento ho decifrato un terzo della scena e la lettura sembra andare in quella direzione.
● Proprio quest’anno lei ha pubblicato, su rivista scientifica, una nuova ricerca riguardante un altro famoso natale, quello di Roma; e che ha presentato gli esiti di questa ricerca in conferenza stampa in Senato, affiancato da alcuni illustri accademici. In questo caso cosa ha scoperto?
Ho scoperto un errore di calcolo matematico commesso dagli storici rispetto alla tradizionale data fornitaci dall’antico studioso Varrone: il famoso 21 aprile del 753 a.C. Ad oggi, la maggior parte degli storici considera il 25 dicembre, data tradizionale della nascita di Gesù, solo una convenzione, la sovrapposizione alla precedente festa romana del Sole Invitto. Ma, come abbiamo visto, a quanto pare non è così. Allo stesso modo, sostiene che la data tradizionale del natale di Roma sia la sovrapposizione alla precedente festa romana delle Palilie.
In realtà, Varrone indica la data secondo il calendario egiziano vago e in seguito gli storici, nel calcolare a cosa corrisponda nel calendario giuliano, hanno commesso un errore che li ha portati a concludere che quella data non corrisponda al 21 aprile. Individuato l’errore, ho rifatto i calcoli e dimostrato che invece corrisponde esattamente al 21 aprile 753 a.C. Anche gli studi archeologici sulla fondazione di Roma, condotti negli anni dal professor Andrea Carandini, confermano che Roma è stata fondata all’incirca in quegli anni.
Il punto è che parliamo, anche in questo caso, della sapienza dei Magi, quella ermetica. Varrone infatti calcola la data della fondazione di Roma per via astrologica e la fornisce secondo un calendario d’uso in Egitto che, come abbiamo visto, era la culla dell’ermetismo.
● Vuole aggiungere una considerazione finale?
Sì, una considerazione di carattere più generale. Ritengo che, chi indaga la storia, specie se si occupa di culture e tradizioni religiose e iniziatiche, debba farlo in modo interdisciplinare, confrontandosi con teologi, archeologi, astronomi, antropologi, crittologi, ecc., dando il giusto peso storico alla tradizione ermetica e studiandone i linguaggi.
A mio parere, sono almeno tre gli errori più comuni commessi in questo campo, soprattutto dal positivismo in poi: desacralizzazione, banalizzazione e rifiuto dell’ermetismo. Sono errori di modello, di lente con cui si legge la storia. In altri termini, oggi abbiamo una visione desacralizzata della vita, allora concludiamo troppo spesso che anche le date ritenute più sacre dagli antichi siano soltanto semplici sovrapposizioni a festività precedenti. Inoltre, poiché crediamo all’idea di un progresso continuo, facilmente ci convinciamo che gli antichi avessero un pensiero più banale del nostro, specie se credevano “a cose come l’astrologia e l’ermetismo”. Ma ciò è assolutamente falso, perché a queste discipline hanno creduto menti del calibro di Talete, Eraclito, Pitagora, Platone… Bruno, Galileo, Newton… solo per restare in ambito occidentale. Il loro pensiero matematico, filosofico, astronomico, astrologico, ermetico, ecc. può non essere scientifico ma non è certo banale. E invece – per restare nel nostro tema – fra gli studiosi va ancora per la maggiore l’idea che il segno visto dai Magi fosse un qualche fenomeno “elementare” come il passaggio di una cometa, l’esplosione di una stella, il cambio di un’era zodiacale… al massimo una multipla congiunzione planetaria. Infine, è detto ermetismo perché è una tradizione che tiene segrete le sue conoscenze più alte e le trasmette in codice. Pertanto, le conoscenze di molte antiche civiltà erano superiori a quelle che esse hanno reso pubbliche. Ciò non va rifiutato e additato come fenomeno di fantasia o di complottismo ma accettato e indagato come fenomeno storico e culturale.
In definitiva, non si tratta – almeno in questo caso – di credere alla sapienza ermetica o all’astrologia e nemmeno alla religione, ma di comprendere il pensiero e i linguaggi di chi, nella storia, ha creduto e crede in esse. Gli studiosi che invece interpretano la storia negando questa parte della cultura o banalizzandola e minimizzandone il peso, non potranno mai permettersi e permetterci di comprenderla appieno e – anche quando lo fanno in modo involontario o con le migliori intenzioni – essi diventano di fatto artefici di negazionismo o revisionismo storico.
hi volesse saperne di più su queste affascinanti ricerche può leggere, editi da Nexus, i libri di Teodoro Brescia Il segno del Messia: l’enigma svelato e La stella dei Magi e il sarcofago decifrato.






