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A VOLTE RITORNANO…

Come recitava il titolo di un film degli anni ’90, “A volte ritornano”… ed eccomi qui, dopo tanto (troppo) tempo a riprendere il filo di un discorso mai interrotto, bensì solo temporaneamente sospeso.
Prendo spunto dagli straordinari contenuti del numero 176 di Nexus New Times, in uscita in questi giorni, per riagganciarmi a svariati editoriali che scrissi al tempo in cui mi trovavo al timone della rivista, diciamo intorno a una quindicina di anni fa. In questi editoriali, espressi e sviluppai più volte il concetto di “realtà condivisa” che mai come in questi tempi che stiamo vivendo si sta dimostrando assai significativo.
Detta in breve, se è vero (come è vero) che noi siamo i creatori della nostra realtà, il fatto che malauguratamente ne siamo in massima parte inconsapevoli consente a “qualcuno” (nella guisa di istituzioni, regole sociali, ma anche strutture come il linguaggio, il concetto di tempo organizzato come i calendari, gli orari, o lo stesso sistema di valore del denaro… ma l’elenco è lunghissimo) di approfittarsi della nostra amnesia (perché di questo si tratta, in fin dei conti: noi non ricordiamo chi o cosa siamo realmente; qualcuno, come ad esempio gli gnostici, fa riferimento alla “scintilla divina” che dimora all’interno dell’Essere Umano) e letteralmente “nutrirsi di noi”, della nostra energia, in qualsivoglia forma.
Nel momento in cui scrivo, sta imperversando la tempesta degli “Epstein Files” (il termine che sto adoperando, “tempesta”, è tutt’altro che casuale) e ciò che sta emergendo è a dir poco sconvolgente, per usare un eufemismo, oltre ad essere strettamente legato al discorso che sto cercando di imbastire in questa sede. Dovrebbe ormai essere palese il fatto che noi siamo il cibo di qualcuno, come velatamente espresso a suo tempo da autori eretici come Charles Fort (“We are properties”) o dichiarato apertamente da personaggi come il Don Juan delle opere di Carlos Castaneda (quando si riferiva ai cosiddetti “voladores”) o lo stesso Morpheus nell’iconico film Matrix (l’essere umano è una batteria).
Osservando quello che sta succedendo ma soprattutto come sta succedendo, verrebbe da citare il celebre aforisma di Ennio Flaiano (“La situazione è grave ma non è seria”), ma questo tema sarà magnificamente esposto e sviluppato nel convegno organizzato da Nexus a Bologna il 22 febbraio col titolo “Europa 2026: il trionfo del Surreale”, al quale vi invito caldamente a partecipare. Ma torniamo a noi.
L’idea che il mondo che osserviamo “là fuori” non sia altro che la proiezione di ciò che siamo dentro è tutt’altro che nuova, essendo stata espressa a suo tempo da famosi divulgatori (ad esempio, Neville Goddard), e il fatto che quanto sopra sia ben risaputo e utilizzato a nostro discapito dai “controllori” allo scopo di impiegarci collettivamente per farci estroiettare la “realtà condivisa” a cui facevo riferimento, costruita da loro utilizzando a questo scopo anche simbolismi e rituali come ad esempio le varie cerimonie olimpiche o eventi di altro tipo, è a mio avviso un fatto assodato e direi inquietante.

Eppure, qualcosa di importante anche se tutt’altro che inaspettato sta accadendo. Lentamente ma inesorabilmente, una porzione statisticamente significativa dell’umanità si sta risvegliando dal suo torpore. Mi piace pensare, e credo di essere nel giusto, che anche riviste come Nexus New Times, in qualche modo e in qualche misura, abbiano contribuito e stiano continuando ad alimentare il “fuoco del risveglio” che sta edificando il nuovo mondo che verrà, un mondo che si sta letteralmente separando dal punto di vista frequenziale da quello che abbiamo condiviso collettivamente sinora. Detta in termini biblici, è la famosa separazione del grano dalla pula.
Ci sarebbe molto da aggiungere e prossimamente lo farò, ma per il momento mi fermo qui, invitandovi ad approfondire queste tematiche sul numero 176 di Nexus, che per i suoi straordinari contenuti è assolutamente imperdibile.
Lunga Vita e Prosperità.

Tom Bosco

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