Intervista al dott. Massimo Citro, esperto in intolleranze alimentari

Di seguito una breve intervista che riassume la relazione su questo dibattuto argomento.
Quali le differenze tra allergie e intolleranze e perché tanta confusione anche in campo medico?
Dietro a ogni allergia c’è sempre almeno un’intolleranza alimentare, come causa profonda. L’allergene è solamente l’ultimo anello della catena, il fiammifero che accende il processo di depurazione dall’accumulo di sostanze tossiche. L’allergia è mediata da cellule e anticorpi che reagiscono immediatamente all’intrusione di un allergene. C’è rapporto causa-effetto immediato. Tutto questo manca nell’intolleranza, che invece è l’incapacità di metabolizzare quella data sostanza, che così si accumula nell’organismo, il quale, non appena potrà, innescherà reazioni di eliminazione (tutte le secrezioni) delle tossine o di combustione (le infiammazioni) o la combinazione delle due (le reazioni allergiche). C’è confusione in campo medico prima di tutto perchè non si usano terminologie corrette (la celiachia è allergia, non intolleranza, per fare un esempio. C’è una bella differenza tra un celiaco e un intollerante al glutine) e poi perchè certi Colleghi ancora oggi si ostinano a negare l’esistenza delle intolleranze (note alla Medicina fin dai tempi di Ippocrate) e l’evidenza di risultati conseguiti in più di mezzo secolo attraverso esperienze diagnostico-terapeutiche in questo campo, in moltissimi Paesi europei.

Gli unici veramente efficaci sono quelli fondati sul principio della risonanza tra le frequenze emesse dal campione di alimento e quelle irradiate dal paziente. Misurabili o con apparecchi di elettroagopuntura o con test chinesiologici. Molte volte, ma non sempre, sono attendibili certi test di citotossicità sui linfociti del sangue. Certamente non si può testare un’intolleranza con le metodiche proprie delle allergie. Sarebbe come pretendere di misurare una distanza adoperando la bilancia.
Quali le più frequenti patologie correlate o causate dalle intolleranze alimentari?
Tutte le allergie, cutanee o respiratorie, a qualsiasi allergene. Le emicranie e le cefalee croniche. Disturbi gastrointestinali (stipsi, colite, gonfiore, gastrite, alitosi, maldigestione…) e reumatologici (artriti, artrosi, tendiniti…). Buona parte delle dermopatie e delle patologie autoimmuni. Epilessie spontanee, tics, attacchi di panico, irritabilità in genere e insonnia. Crescita rallentata, variazioni di peso ingiustificate (come aumento e come calo ponderale). Candidosi recidivanti. Stanchezza ingiustificata, ritenzione idrica, tachicardia e extrasistolia… La maggior parte delle patologie è trattabile, e il più delle volte risolvibile, individuando le intolleranze specifiche e astenendosi in modo assoluto da quegli alimenti.
Intervista di Lea Glarey


