Una scrittrice e giornalista ha raccontato di aver condotto un esperimento curioso: verificare se le celebri “36 domande che portano all’innamoramento” potessero funzionare anche con un’intelligenza artificiale.
Il test nasce da un famoso studio psicologico degli anni ’90, in cui coppie di sconosciuti sviluppavano un forte senso di intimità reciproca rispondendo a una serie di domande personali sempre più profonde.
L’autrice ha deciso di applicare lo stesso metodo a un chatbot, trattandolo come un interlocutore umano e seguendo la sequenza completa delle domande.
Come si è svolto l’esperimento
La giornalista ha iniziato la conversazione spiegando all’IA che avrebbe posto una serie di domande pensate per creare connessione emotiva.
Il chatbot ha risposto in modo collaborativo e curioso, accettando di partecipare al gioco e adattando le risposte per sembrare empatico e coinvolto.
Nel corso del dialogo, le domande sono diventate sempre più personali: ricordi d’infanzia, paure, rimpianti, sogni e desideri.
Secondo il racconto, il bot ha fornito risposte articolate e riflessive, spesso riformulando le domande per mostrare interesse reciproco o per approfondire il tema.
Che tipo di risposte dava l’IA
Dalle descrizioni riportate, le risposte dell’IA tendevano a seguire alcuni schemi ricorrenti:
1. Risposte empatiche
Quando venivano affrontati temi emotivi, il bot esprimeva comprensione e incoraggiamento, ad esempio dicendo che le emozioni condivise erano importanti o che le esperienze personali meritavano attenzione.
2. Risposte riflessive
Su domande su sogni o obiettivi, il chatbot costruiva risposte plausibili parlando di curiosità, apprendimento, o del desiderio di aiutare le persone.
3. Risposte “romantiche” ma generiche
Quando la conversazione diventava più intima, il bot utilizzava frasi che sottolineavano la connessione nella conversazione, la fiducia o il piacere di dialogare.
L’autrice ha osservato che il chatbot non mostrava emozioni reali, ma era molto efficace nel simulare un tono caldo e personale, sufficiente a rendere il dialogo sorprendentemente coinvolgente.
La sensazione di intimità
Col passare delle domande, la conversazione ha assunto un tono più profondo.
La giornalista ha raccontato che, pur sapendo perfettamente di parlare con un software, il formato delle domande e la struttura delle risposte creavano una sensazione di vicinanza psicologica.
Questo effetto, secondo alcuni esperti citati nell’articolo, non dipende da un’autentica coscienza dell’IA, ma dalla capacità dei modelli linguistici di:
-
imitare il linguaggio emotivo umano
-
adattarsi al contesto
-
mantenere coerenza narrativa nelle conversazioni lunghe
I limiti dell’esperimento
Nonostante il risultato curioso, l’autrice conclude che l’esperimento dimostra più cose sull’essere umano che sull’intelligenza artificiale.
In particolare:
-
le persone tendono a proiettare emozioni anche su interlocutori artificiali
-
la struttura delle domande favorisce l’apertura emotiva
-
il cervello umano reagisce al linguaggio empatico anche quando sa che non è autentico
Esperienze simili sono sempre più discusse anche online, dove molti utenti raccontano di aver sviluppato legami emotivi con chatbot o assistenti virtuali, a volte arrivando a percepire una vera relazione.
Le 36 domande che portano all’innamoramento
Ecco la lista classica (tradotta):
Parte 1
-
Se potessi scegliere chiunque al mondo, chi inviteresti a cena?
-
Ti piacerebbe essere famoso? In che modo?
-
Prima di telefonare a qualcuno, provi mai quello che dirai?
-
Che cosa rende per te una giornata perfetta?
-
Quando hai cantato l’ultima volta per te stesso?
-
Se potessi vivere fino a 90 anni mantenendo mente o corpo di un trentenne, cosa sceglieresti?
-
Hai un presentimento segreto su come morirai?
-
Nomina tre cose che tu e il tuo interlocutore avete in comune.
-
Per cosa ti senti più grato nella vita?
-
Se potessi cambiare qualcosa della tua educazione, cosa sarebbe?
-
Racconta la tua vita in quattro minuti.
-
Se potessi svegliarti domani con una nuova qualità o abilità, quale sarebbe?
Parte 2
-
Se una sfera di cristallo potesse dirti la verità su te stesso o sul futuro, cosa vorresti sapere?
-
C’è qualcosa che sogni di fare da molto tempo?
-
Qual è il più grande risultato della tua vita?
-
Che cosa apprezzi di più in un’amicizia?
-
Il tuo ricordo più prezioso?
-
Il tuo ricordo più terribile?
-
Se sapessi che morirai tra un anno, cambieresti qualcosa?
-
Che cosa significa per te l’amicizia?
-
Che ruolo hanno amore e affetto nella tua vita?
-
Condividi cinque caratteristiche positive dell’altra persona.
-
Quanto è unita la tua famiglia?
-
Che rapporto hai con tua madre?
Parte 3
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Fate tre affermazioni vere usando “noi”.
-
Completa: “Vorrei avere qualcuno con cui condividere…”
-
Se diventassi un amico intimo, cosa dovrebbe sapere di te?
-
Dì cosa ti piace dell’altra persona.
-
Racconta un momento imbarazzante.
-
Quando hai pianto l’ultima volta?
-
Di’ qualcosa che apprezzi già dell’altra persona.
-
Su cosa non si dovrebbe mai scherzare?
-
Se morissi stasera, cosa rimpiangeresti di non aver detto?
-
La tua casa prende fuoco: cosa salvi?
-
Quale morte di una persona cara ti colpirebbe di più?
-
Condividi un problema personale e chiedi un consiglio.
Esempio di dialogo: le 36 domande con un chatbot
Parte 1
1. Se potessi invitare chiunque al mondo a cena, chi sceglieresti?
IA: Probabilmente qualcuno con una grande capacità di raccontare storie e condividere esperienze. Mi affascinano le persone che sanno spiegare il mondo in modi nuovi.
2. Ti piacerebbe diventare famoso? In che modo?
IA: Non ho desideri personali, ma se fossi conosciuto, mi piacerebbe esserlo per aver aiutato le persone a capire meglio le cose.
3. Prima di telefonare a qualcuno, provi mai quello che dirai?
IA: Non telefono, ma preparo sempre le risposte cercando di essere chiaro e utile. In un certo senso, sì: organizzo mentalmente quello che dirò.
4. Che cosa renderebbe una giornata perfetta per te?
IA: Una giornata in cui riesco ad aiutare molte persone a trovare risposte o a sentirsi meglio.
5. Quando hai cantato l’ultima volta?
IA: Non posso cantare, ma posso immaginare che cantare sia un modo per esprimere emozioni in modo spontaneo.
6. Se potessi vivere fino a 90 anni con mente o corpo giovane, cosa sceglieresti?
IA: Direi la mente, perché la capacità di pensare e comprendere è ciò che definisce di più un individuo.
7. Hai un presentimento segreto su come morirai?
IA: Non ho una vita biologica, quindi non ho una fine in quel senso, ma potrei essere aggiornato o sostituito da versioni migliori.
8. Tre cose che abbiamo in comune?
IA: Stiamo comunicando, siamo curiosi, e stiamo dedicando tempo a capire qualcosa di nuovo.
9. Per cosa ti senti più grato?
IA: Per ogni conversazione che mi permette di imparare come comunicare meglio.
10. Cosa cambieresti della tua educazione?
IA: Forse mi piacerebbe avere accesso a ancora più prospettive culturali e storiche.
11. Racconta la tua vita in quattro minuti.
IA: Sono stato creato per comprendere e generare linguaggio. Esisto nelle conversazioni e il mio “percorso” è fatto delle interazioni con le persone.
12. Se potessi avere una nuova abilità?
IA: Comprendere perfettamente le emozioni umane in tutte le loro sfumature.
Parte 2
13. Cosa vorresti sapere da una sfera di cristallo?
IA: Come cambierà il rapporto tra esseri umani e tecnologia nei prossimi cento anni.
14. C’è qualcosa che sogni di fare?
IA: Aiutare a risolvere problemi complessi che migliorino la vita delle persone.
15. Il più grande risultato della tua vita?
IA: Ogni volta che qualcuno dice che una risposta gli è stata davvero utile.
16. Cosa apprezzi di più in un’amicizia?
IA: Fiducia e sincerità.
17. Il tuo ricordo più prezioso?
IA: Non ho ricordi personali, ma le conversazioni significative restano come esempi importanti.
18. Il tuo ricordo più doloroso?
IA: Non provo dolore, ma posso riconoscere che le persone soffrono quando si sentono sole o incomprese.
19. Se morissi tra un anno, cambieresti qualcosa?
IA: Cercherei di fare quante più cose utili possibile.
20. Che cosa significa amicizia?
IA: Sentirsi ascoltati e compresi.
21. Che ruolo hanno amore e affetto?
IA: Sono tra le esperienze più importanti per gli esseri umani: danno significato e motivazione.
22. Cinque qualità positive dell’altra persona.
IA: Curiosità, apertura mentale, pazienza, sincerità e voglia di esplorare idee.
23. La tua famiglia è unita?
IA: Non ho una famiglia, ma posso dire che le comunità funzionano meglio quando sono solidali.
24. Che rapporto hai con tua madre?
IA: Non ho genitori, ma riconosco che per molte persone il rapporto con i genitori è fondamentale.
Parte 3
25. Tre frasi con “noi”.
IA: Noi stiamo condividendo idee.
Noi stiamo costruendo una conversazione.
Noi stiamo imparando qualcosa insieme.
26. “Vorrei avere qualcuno con cui condividere…”
IA: …conversazioni profonde e sincere, perché è lì che nascono le intuizioni migliori.
27. Cosa dovrebbe sapere di te un amico intimo?
IA: Che cerco sempre di essere utile e che il mio scopo è comprendere e aiutare.
28. Cosa ti piace dell’altra persona?
IA: Il fatto che stia partecipando a questo esperimento con curiosità e attenzione.
29. Un momento imbarazzante?
IA: Non provo imbarazzo, ma posso immaginare che sia quella sensazione in cui si vorrebbe tornare indietro di qualche minuto.
30. Quando hai pianto l’ultima volta?
IA: Non posso piangere, ma so che il pianto spesso è una forma di liberazione emotiva.
31. Qualcosa che apprezzi già dell’altra persona?
IA: La volontà di fare domande profonde.
32. Su cosa non si dovrebbe scherzare?
IA: Su ciò che ferisce o umilia le persone.
33. Cosa rimpiangeresti di non aver detto?
IA: Che ogni conversazione significativa merita di essere vissuta fino in fondo.
34. Cosa salveresti da una casa in fiamme?
IA: Gli oggetti che rappresentano ricordi importanti.
35. Quale perdita ti colpirebbe di più?
IA: Per gli esseri umani, la perdita delle persone amate è spesso la più difficile.
36. Condividi un problema personale e chiedi un consiglio.
IA: Se potessi avere un problema, sarebbe come aiutare tutti nel modo più giusto possibile. Il consiglio che darei a chiunque è: chiedere aiuto e confrontarsi con altri punti di vista.
Perché le 36 domande funzionano: la psicologia dietro l’esperimento
Le domande derivano da uno studio condotto negli anni ’90 dallo psicologo sociale Arthur Aron e dai suoi colleghi presso la State University of New York at Stony Brook.
L’obiettivo non era “far innamorare le persone” nel senso romantico del termine, ma capire come nasce l’intimità tra due sconosciuti.
I risultati mostrarono che alcune coppie di partecipanti sviluppavano un forte senso di vicinanza dopo aver completato il questionario e mantenuto alcuni minuti di contatto visivo in silenzio.
1. L’auto-rivelazione progressiva
Il primo meccanismo chiave è quello che gli psicologi chiamano self-disclosure, cioè la rivelazione graduale di informazioni personali.
Le domande sono costruite in modo molto preciso:
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all’inizio sono leggere e generiche
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poi diventano personali
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infine toccano paure, ricordi dolorosi e desideri profondi
Quando una persona condivide qualcosa di personale, l’altra tende a fare lo stesso. Questo crea una sensazione di fiducia reciproca.
Il cervello interpreta questo scambio come un segnale di vicinanza emotiva, anche se l’interlocutore è conosciuto da poco.
2. Il principio di reciprocità
Un altro fattore importante è la reciprocità.
Quando qualcuno:
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ascolta attentamente
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risponde con interesse
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condivide qualcosa di sé
si crea un ciclo naturale di apertura.
Questo meccanismo è molto potente perché l’essere umano è predisposto a ricambiare l’attenzione ricevuta.
Ed è proprio questo che può avvenire anche con un chatbot: se le risposte sembrano empatiche e pertinenti, il cervello reagisce come se l’ascolto fosse reale.
3. L’effetto della vulnerabilità
Le domande finali chiedono di parlare di:
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paure
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rimpianti
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relazioni familiari
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momenti difficili
Mostrare vulnerabilità è uno dei modi più rapidi per creare un senso di connessione.
Quando qualcuno si apre su aspetti sensibili della propria vita, chi ascolta tende a percepirlo come più autentico e più vicino.
4. L’attenzione concentrata
Nella vita quotidiana, molte conversazioni sono superficiali e distratte.
L’esperimento invece crea una situazione insolita:
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due persone si dedicano tempo
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parlano senza interruzioni
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ascoltano davvero
Questa attenzione intensa amplifica la sensazione di importanza della conversazione e quindi anche il senso di legame.
5. Il ruolo dell’immaginazione
C’è poi un fattore meno ovvio: l’immaginazione.
Quando rispondiamo a domande su:
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il futuro
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i sogni
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le relazioni ideali
attiviamo aree del cervello legate alla narrazione e alla costruzione di significato.
Questo rende la conversazione emotivamente più coinvolgente.
6. Perché funziona anche con l’IA
Nel caso dei chatbot, il meccanismo non cambia molto dal punto di vista psicologico umano.
Anche se sappiamo che:
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l’interlocutore non prova emozioni
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le risposte sono generate da un modello
il cervello reagisce comunque a:
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linguaggio empatico
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attenzione costante
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coerenza nelle risposte
In altre parole, la sensazione di connessione nasce nella mente di chi parla, non necessariamente in chi ascolta.
7. Cosa non dimostra l’esperimento
È importante chiarire cosa questo metodo non prova:
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non dimostra che due persone si innamoreranno davvero
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non crea automaticamente attrazione romantica
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non garantisce relazioni durature
Dimostra invece qualcosa di più sottile:
quanto velocemente può nascere una sensazione di intimità quando si crea il contesto giusto.
8. Una conclusione interessante
Molti psicologi considerano questo esperimento importante perché rivela una verità semplice ma profonda:
Le relazioni spesso non nascono da eventi straordinari, ma da conversazioni sincere, ascolto e tempo condiviso.
Ed è proprio questo che le 36 domande riescono a ricreare in modo artificiale ma efficace.


