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Battaglia Terme

L’emergenza economica è una bufala?

Ago, filo e marmellata

di Maria Grazia E. Roselli


Incontriamo Fabio Conditi
(approfittiamone intanto che è qui)

 

Beppe Braida nei suoi telegiornali faceva la parodia di alcuni Giornalisti al grido di Attentato!

https://www.youtube.com/watch?v=HgRoFNvj-DI&ab_channel=Risatediunavolta

Oggi alcuni giornalisti fanno la parodia di… [di loro stessi?] al grido di Emergenza!
Braida mi faceva ridere, i “giornalisti”, oggi, mi creano eco-ansia (come l’eco-pelle).
E poiché quando sono in ansia devo muovermi, ho deciso di far due passi e dalla rivista Nexus New Times sono arrivata qui nel sito. Strada facendo ho incontrato Fabio Conditi, ingegnere e noto esperto di economia e moneta.

  • Grazia, cosa ti succede? perché quella faccia?

Bhè con tutte queste emergenze sociali non ho più il tempo per soddisfare le mie necessità personali che alla fine diventano anche loro emergenze e se non trovo un bagno subito me la faccio addosso!

  • Ok vai e quando ritorni ti smonterò almeno una emergenza così ti rilasserai e avrai più tempo per le tue necessità.

Eccomi, posso scegliere io la prima?

  • Certamente, non hai che l’imbarazzo della scelta: economica, sanitaria, climatica, energetica, militare, o che so?

Quella economica! [e niente condizionatore e niente riscaldamento1 e mangia i grilli, (che poi se invece di camminare saltello produco troppa CO2)], ci abbiamo il DEBBITO (due B perché è tanto) [voi] dovete risparmiare! (dovete soffrire) [sembrano i fan della pulsione di sofferenza di Freud] ma, dulcis in fundo, ci sarà la ripresa! Sì la ripresa per il [no non si può dire] per i fondelli?

  • Hai ragione Grazia e sai perché è sempre stata una “ripresa per i fondelli”? Perché le politiche di austerity2 che ci hanno propinato, non riducono il debito pubblico, ma lo aumentano.

Davvero?!?!

  • Vediamo perché: Il vero problema non è il debito, ma il rapporto Debito/PIL:
    a) Se lo Stato riduce il Debito, riducendo la spesa pubblica, [e aumentando le tasse]3 riduce anche il PIL e di una quantità maggiore, (per via del moltiplicatore economico)4 ed il rapporto debito/PIL aumenta.5 [la Germania ridacchia (ridacchiava perché adesso ha passato anche lei il 60%) e Ursula si compera un’altra borsetta nuova].
    b) Se invece lo Stato spende diciamo +100 euro, questi soldi circolando producono un PIL maggiore di +100 euro, (sempre per il moltiplicatore economico: spesa-reddito-spesa) supponiamo di +200 euro e il rapporto diventa:
    Debito+100/PIL+200, che [bada ben, bada ben], è minore del rapporto Debito/PIL di quando si impone l’austerity.

Ma scusa, se uno Stato ha un grande debito, non è un problema?

  • Dipende con chi ce l’ha quel debito. Intanto chiariamo un concetto, tutti i paesi del mondo hanno un debito pubblico, nessuno escluso, quindi non dipende dalla buona o cattiva gestione della spesa pubblica, è un fatto strutturale che dipende da una unica causa:
    la moneta che usiamo, perché la prendiamo in prestito e dobbiamo restituirla con gli interessi e oggi anche lo Stato deve farsela prestare (dai mercati finanziari in cambio di titoli di stato) e renderla con gli interessi.

E quant’è il totale degli interessi che paghiamo sul debito?

  • Considerato che il debito pubblico in Italia è più di 3000 miliardi di euro, su cui paghiamo quasi 80/90 miliardi di euro all’anno di interessi e il debito privato è addirittura maggiore e con percentuali di interesse maggiore, gli interessi che paghiamo in Italia sono più del 10% del PIL, cioè 200 miliardi di euro all’anno.

C.. Woowww!!!è tantissimo!!

-Ma se riduciamo il debito, scompare la moneta dalla circolazione e diventiamo un paese povero. Non a caso i paesi più indebitati sono spesso quelli più ricchi come il Giappone, gli Stati Uniti e l’Italia.
Se riduciamo il debito diventiamo come il Burundi e l’Afghanistan che hanno sì un debito minore ma sono anche paesi poveri.

Ma come fa il Giappone a gestire un debito pubblico così alto ed essere uno dei paesi più ricchi al mondo?

  • È molto semplice, il Giappone ha un rapporto Debito/PIL pari a circa il 260%, mentre l’Italia ha solo il 140%.
    Ma [e c’è un ma: dipende con chi ce l’hai quel debito] il Giappone, da anni, fa comprare il suo debito ad istituzioni e cittadini residenti, per cui il debito rimane “interno” e gli interessi rimangono in Giappone.
    Da noi invece almeno il 30% del debito è “esterno” detenuto dai mercati finanziari, quindi paghiamo gli interessi ad altri paesi.

E perché in Italia non facciamo come i giapponesi?

  • Credi che non abbiamo fatto niente per farglielo capire? Abbiamo fatto 6 Convegni alla Camera dei Deputati e 4 al Senato, abbiamo parlato con politici di diversi partiti sul momento sembra che capiscano e siano anche d’accordo, non pongono argomentazioni che spieghino o giustifichino il fatto di non farlo, ma alla fine continua tutto come prima, [la nuova lapide del parlamento cita: Si usa così] il che risulta essere l’interesse delle banche e del mercato finanziario invece che dei cittadini. Dovremmo cambiare l’articolo 1 della nostra costituzione, perché oggi la sovranità appartiene alla finanza e non al popolo.

È come un capofamiglia, [per Renzi genitore 1] che invece di prendere i soldi in prestito dai propri figli ricchi, preferisce prenderli in prestito da una banca, arricchendo lei invece della sua famiglia.

Eppure i nostri politici ci dicono che lottano per il nostro bene, come un buon padre di famiglia [per i politici: genitore 3 (nessuno sa chi è)] 

e scendono in piazza al grido di: dovete risparmiare! Non ci sono soldi! Non ci sono soldi!!

  • Grazia, la scarsità dei soldi è artificiale, perché non sono qualcosa che esiste già in natura, come l’acqua e l’aria, i soldi si creano dal nulla!
    La moneta oggi non è più legata all’oro o a qualsiasi altro valore, quindi è completamente “fiat”, cioè uno strumento convenzionale il cui valore viene stabilito dallo Stato,

Ma se è lo Stato che dà valore al denaro, perché allora lo prende in prestito dai privati?

  • Questo è un discorso più complesso che faremo un’altra volta.
    Se avete bisogno di chiarimenti: www.unmondopositivo.it. E, se ci riusciamo, vi rispondiamo anche qui.

Grazie Caro Fabio e a presto.


2 Le politiche di austerità sono misure di politica economica restrittive che mirano a ridurre il deficit pubblico e il debito pubblico di uno Stato. Queste politiche generalmente comportano tagli alla spesa pubblica, aumenti delle tasse e riforme strutturali che mirano a ridurre il costo dello Stato.

3 “Io affermo che quando una nazione tenta di tassare se stessa per raggiungere la prosperità è come se un uomo si mettesse in piedi dentro un secchio e cercasse di sollevarsi per il manico”. W. Churchill. https://www.tuttotributi.it/sir-winston-churchill/

4 Il meccanismo del moltiplicatore si basa sull’idea che la spesa di un individuo diventa reddito per un altro, il quale a sua volta spende, generando ulteriore reddito e così via. Questo processo continua finché l’aumento iniziale della spesa non si è completamente “diluito” attraverso una serie di cicli di spesa e reddito.

5 L’accordo intergovernativo comunemente conosciuto come fiscal compact è quindi un “patto di bilancio”. Firmato il 2 marzo del 2012 da tutti gli Stati membri ad eccezione di Croazia, Repubblica ceca e Regno Unito, [..] stabilisce che il debito pubblico nazionale deve rimanere al di sotto del 60% del PIL. https://www.affarieuropei.gov.it/it/comunicazione/europarole/fiscal-compact/


Ago, filo e marmellata è la nuova rubrica di Nexus New Times, con la pirotecnica Maria Grazia E. Roselli. La prima puntata sul n. 173.

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