PuntoZero 7: l’editoriale del direttore

Qualche giorno fa è arrivato questo gioiellino. In leggero ritardo, lo sappiamo e ce ne scusiamo, ma lasciatecelo dire… per dei contenuti del genere si può anche aspettare qualche giorno in più.


In anteprima per voi, l'editoriale del direttore, Tom Bosco, in apertura alla rivista:

Molti anni fa, nel periodo in cui lavoravo come copywriter nel settore pubblicitario, elaborai per conto di una agenzia di assicurazioni una headline che riscosse un buon successo, perlomeno presso l’agenzia che mi aveva commissionato il lavoro, e recitava più o meno così: “Quando tutto va bene, allora comincio a preoccuparmi”. Questo episodio mi è tornato in mente per due motivi.
Il primo è che, riflettendo sui contenuti di questo numero di PuntoZero e più in generale sui più recenti avvenimenti nazionali e globali, oggi ribalterei quel concetto esprimendolo in questa forma: “Quando tutto va male, allora smetto di preoccuparmi”. A parte il fatto che in una situazione complessiva così confusa e angosciante, il preoccuparsi non solo non aiuta ma aumenta il già notevole carico di stress al quale siamo collettivamente sottoposti, paradossalmente andando a favorire proprio coloro che da questo caos generale hanno più da guadagnarci; ma soprattutto, agli occhi di chi ha una visione delle cose un po’ più ampia, appare evidente che l’opprimente sistema che ci ha manipolato e condotto a questo punto di non ritorno sta letteralmente implodendo davanti ai nostri occhi, creando le condizioni ideali per l’edificazione di un mondo più giusto, armonioso e amorevole sulle macerie in decomposizione di quello che sta inevitabilmente e indubitabilmente giungendo alla sua conclusione.

Il secondo motivo è che uno dei contributi più validi e significativi di questo numero è di Mario Haussmann, autore di quel Manifesto della Sociosofia che considero l’opera più importante che si possa leggere e applicare in questo momento storico e che, guarda caso, è un ex-pubblicitario “pentito” come il sottoscritto. Come ho già accennato nel mio ultimo editoriale per NEXUS, si tratta del frutto di un lavoro di ricerca durato oltre quindici anni, che ha il grande merito di inquadrare con la massima precisione l’origine e la natura degli enormi problemi che attanagliano la nostra sfera sociale, ma soprattutto fornire gli strumenti per affrontarli e risolverli definitivamente.
Naturalmente in questo numero vi proponiamo molti altri pregevoli articoli, in gran parte dedicati a illustrare le innumerevoli contraddizioni che caratterizzano questi tempi così difficili, direi addirittura surreali: dall’immigrazione di massa al degrado urbanistico, dall’omologazione culturale   alla schiavitù tecnologica, non mancano certo gli spunti di riflessione e soprattutto gli incentivi ad agire e a farsi carico in prima persona dei grandi cambiamenti positivi che aspiriamo a vedere e manifestare nel mondo e che, ormai dovrebbe essere chiaro, debbono partire innanzitutto da noi stessi.
Vi rimando dunque alla lettura degli straordinari contenuti della rivista che avete fra le mani, e concludo con una nota di buonumore citando il grande Bluto di Animal House: “Quando il gioco si fa duro, i duri iniziano a giocare!

T. B.


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