8 luglio 2017: la fossa comune dei media generalisti

Sabato 8 luglio è stata scritta una pagina di storia: nonostante l’assordante silenzio dei media generalisti prima, durante e soprattutto dopo la manifestazione a favore della libertà di scelta e contro l’obbligo vaccinale, splendidamente organizzata e condotta da David Gramiccioli (Colors Radio) con l’ausilio di numerose associazioni e comitati cittadini, i numeri parlano chiaro. 

Anzi, urlano: si parla di oltre 50.000 persone riunite (o meglio, confinate) al Parco Miralfiore di Pesaro, giunte da tutta Italia; ma soprattutto, di oltre 1.800.000 persone collegate in streaming per la diretta della manifestazione. Un milione e ottocentomila. 
Per quanto ho potuto riscontrare (e temo non mi si possa smentire) la copertura giornalistica di tale evento, fatta salva qualche sporadica eccezione, è stata pressoché nulla. Al TG1 è stato dedicato un servizio sugli animalisti in corteo a Roma, un paio di migliaia di persone con Michela Brambilla in testa a protestare per i pur sacrosanti diritti degli animali, ma non un cenno alla marea arancione che manifestava per l’ancor più sacrosanto diritto di scelta dei cittadini.

In fin dei conti, credo che questo “silenzio tombale” ben si addica alla fossa comune nella quale la stampa generalista e i suoi cosiddetti “giornalisti” hanno, consapevolmente o meno, deciso di seppellirsi. 

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