Boom dell’oppio in Afghanistan sotto l’occupazione nato

“Inchiesta 2015 sull’oppio in Afghanistan”, una pubblicazione dell’UNODC (Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine), rivela che dopo l’annata dei raccolti record del 2014 la produzione di oppio ha dato pochi segnali di declino. Nella provincia di Badghis, il numero di ettari coltivati è più che raddoppiato dal 2014. Anche la provincia di Oruzgan ha avuto una produzione maggiore nell’ultimo anno, mentre la provincia di Helmand ha visto un leggero calo di circa il 10%.

All’inizio di settembre si sono fatte insistenti le voci che la NATO stia proteggendo la coltivazione di oppio, anziché sradicarla:

“Undici agenti di polizia della sezione narcotici sono stati uccisi e altri quattro feriti in un attacco aereo perpetrato da forze internazionali nel distretto di Garmsir della provincia di Helmand”,

ha detto Najib Danish, vice-portavoce del ministero dell’Interno.
Sempre più persone iniziano a farsi domande. Un soldato britannico ha divulgato delle foto che mostrano chiaramente un uomo che raccoglie oppio ad appena 200 metri dalle difese del perimetro di Camp Bastion, una delle maggiori basi aeree del Regno Unito nella provincia di Helmand.

(Fonti: UNODC.org, Afghanistan Opium Survey 2015; RT.com, 8 settembre 2015; GlobalResearch.ca, 23 agosto 2015)


Tratto da Nexus New Times n. 118


 

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